La Russia tornerà nel Medio Evo. E sul gas Berlino non ha tutti i torti.

Alberto Forchielli è uno tra gli economisti più apprezzati e seguiti, non soltanto sul web. Imprenditore, è stato tra i primi a credere nel boom del Dragone al punto da fondare un Fondo, Mandarin Capital Partners, che dal 2007 ha aiutato le imprese intenzionate a investire in Cina. Nei mesi scorsi, Mandarin s’è sfilata la veste cinese (“era diventata sempre più stretta” ha detto il socio Lorenzo Stanca) ed è diventata Mindful Capital Partners. Questa è stata solo una delle sue tante attività professionali. Forchielli è stato “consigliere Particolare del Ministro Italiano della Difesa, del Ministro del Bilancio del Mezzogiorno e del Ministro degli Affari Esteri, ha lavorato per circa tre anni alla World Bank, prima a Washington DC, poi distaccato presso la European Investment Bank, in Lussemburgo. Ha vissuto a Singapore, dove ha lavorato come responsabile di Finmeccanica S.p.A. per tutta l’area Asia/Pacifico, nei cinque anni precedenti. E’ stato membro dell’Advisory Board di CEIBS (China Europe International Business School) a Shanghai”. È diventato famoso per la sua attività di analisi e divulgazione sui temi economici e geopolitici in televisione e sul web. Ha scritto per numerose testate, tra cui il Sole 24 Ore ed è presenza fissa in tv, ospite regolarmente a Piazza Pulita, Class CNBC, Bloomberg, Thomson Reuters e su CCTV, televisione di stato Cinese. Molto attivo anche su internet, dove ha dato vita — tra le altre cose — al canale You-tube “Inglorious Globastards”. Nato in collaborazione con Fabio Scacciavillani, è seguito da quasi 12mila iscritti. E si propone di raccontare “la verità”, e di presentarla “sparata a bruciapelo e senza filtri” su “diverse tematiche che riguardano l’Italia, l’Europa e il mondo nella sua complessità”. Questo perché “un’informazione manipolata produce una nazione infetta e ci porta al disastro”. Il suo approccio non poteva che spalancargli le porte del pop e la “consacrazione” gli è arrivata da Maurizio Crozza che lo ha inserito nel carosello satirico tra le sue tante imitazioni. 

Alberto Forchielli, a breve avremo la nomina dei ministri italiani, agli esteri serve una figura di alto profilo…? 

Il nuovo Ministro degli Esteri che sarà nominato è importante risponda ad uno standing che lo accrediti in Italia, all’estero dopo la figura di Mario Draghi abbiamo ad oggi dato il massimo in termini di credibilità, chiedere di più non è necessario. 

Gli Usa oltre a finanziare l’Ucraina con armi, editti pieni di retorica all’ Onu non ha una forte perdita di credibilità di leadership? 

Gli Usa hanno ben gestito la crisi Ucraina, hanno saputo mediare fra gli alleati Nato, come in patria il Congresso ha approvato tutti i vari provvedimenti di aiuto che ancora oggi stanno sostenendo la controffensiva ucraina. Si è anche dimostrata l’efficacia delle armi statunitensi rispetto a quelle russo cinesi. Ritengo si possa dare un giudizio più che positivo alla gestione della situazione che ancora purtroppo allarma il mondo. 

Tetto al prezzo del gas e bollette alle stelle, in Europa manca la solidarietà o ci sono forti differenze di visione politiche e strategie sui territori? 

La solidarietà non mi sembra sia un problema, esiste certamente ma la Germania non ha tutti i torti a fermare l’ipotesi di un tetto al prezzo del gas, teme che un prezzo calmierato possa dirottare le forniture verso Giappone e Corea lasciandola sguarnita, credo ci si sia troppo fossilizzati sugli slogan e non si stiano individuando alternative più strutturate. 

In campagna elettorale abbiamo assistito a vari distinguo sull’efficacia delle sanzioni alla Russia, funzionano o i danni sono superiori ai benefici? 

Le sanzioni alla Russia fanno male, molto male, presto si fermeranno le compagnie aree, i negozi sono vuoti, il PIL scende, nel lungo periodo sono sanzioni che riporteranno la Russia al medio evo, chi dice che le sanzioni non sono efficaci dice una balla.

Sull’ingresso dell’Iran nella Shanghai Cooperation Organization che rafforza il fronte dei paesi anti occidente lei ha già espresso preoccupazione, quale il disegno a lungo termine e l’occidente che fa o dovrebbe fare per contrattaccare? 

L’entrata dell’Iran nello SCO va vista in una strategica contrapposizione al G7, i grandi devono avere più dinamismo nelle applicare concretamente i provvedimenti decisi, essere attrattivi e aprirsi ai paesi in via di sviluppo, evitando che il fronte ante G7 si rafforzi. 

Perché la Cina non promuove una iniziativa di pace in Ucraina? L’instabilità economica che ne deriva non frena lo sviluppo economico del Dragone? 

La Cina sottotraccia sta facendo molto per una fine delle ostilità, i cinesi odiano questa guerra e la guerra in generale, non dimentichiamo che la Cina amica dell’Ucraina ed è sempre stata storicamente vicina a Kiev. La situazione economica non favorisce le esportazioni cinesi verso l’occidente, il mercato interno cinese è fermo. Per la fine della guerra serve l’ inizio di un dialogo vero fra Usa e Cina.

Nello scacchiere del Pacifico chi sta vincendo la partita? 

Nel pacifico si sta giocando una vera partita a scacchi, una partita giocata a ritmo serrato, la Cina non ha niente nel Pacifico ed è destinata a conquistare spazi sulla scacchiera, gli americani non possono pensare di avere sempre il dominio come avvenuto fino ad ora. Gli Usa hanno riconquistato le Filippine, hanno sviluppato un buon rapporto con l’Indonesia, hanno riportato a casa diverse isole nell’area. La contesa del Pacifico fra Usa e Cina andrà avanti per molto tempo ma senza un vero e proprio vincitore. 

L’intervista di Federico Tassinari pubblicata su L’Identità, 05 ottobre 2022

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