Alberto Forchielli su il "Catalogo dei Viventi 2016" di Giorgio Dell'Arti

Sono fiero di comunicarVi che sarò su il “Catalogo dei Viventi 2016”, in uscita il prossimo autunno, che sta preparando il famoso giornalista Giorgio Dell’Arti, una delle penne più brillanti in Italia.
Si tratta di un’opera che contiene le biografie di oltre 5.000 abitanti del Belpaese che, nel bene e nel male, hanno fatto parlare di sé: dal presidente della Repubblica al più pericoloso dei vandali, dal capitano della nazionale al più irresistibile dei playboy, dal presidente della Fiat al peggiore degli assassini, da Miss Italia al capo della Mafia. Una selezione di citazioni, raccolta di curiosità, il Catalogo può essere consultato come un’enciclopedia o letto come un saggio, permette di conoscere cosa hanno scritto i giornali senza averli letti, di sapere quel che c’è su internet senza accendere il computer.
Qui il PDF della scheda; che al momento si trova sul sito, diretto dallo Stesso Dell’Arti, cinquantamila.it per il Corriere della Sera, nel quale si propone di ripercorrere i cinquantamila giorni dell’Italia unita; che verrà pubblicata sul catologo e di seguito il testo:

Alberto Forchielli

• Bologna 28 dicembre 1955. Imprenditore. Dal 2006 amministratore delegato di Mandarin Capital Partners. Presidente di Osservatorio Asia. «Il primo straniero al quale siano mai stati affidati fondi pubblici di Pechino per centinaia di milioni di euro da investire in Europa» (Federico Fubini).
• Il padre Paolo (1920-1996) fu sottotenente assegnato alla 33ª batteria del gruppo “Bergamo” e partecipò alla Campagna di Russia; il nonno materno, Giacomo Dal Monte Casoni (1890-1968), avvocato, fu esponente del Partito popolare italiano prima e della Democrazia cristiana poi, e parlamentare della prima legislatura della Repubblica italiana.
• «Nel 2007 lui, ex studente di economia di Romano Prodi, ex manager di Finmeccanica e poi assistente di Beniamino Andreatta, aveva lanciato la sua scommessa: diventare imprenditore a quasi 50 anni, e farlo in Cina. Forchielli si era presentato con la sua idea a Pietro Modiano, allora al vertice del Sanpaolo Imi di Torino, e da allora in poco tempo ha costruito una specie di centauro della finanza internazionale: un fondo d’investimento metà italiano e metà cinese da 328 milioni di euro di capitale versato. Da una parte soci come quella che poi sarebbe diventata banca Intesa Sanpaolo, le Generali, Banco Popolare,famiglie del capitalismo italiano come i Malacalza o i Merloni, la Popolare dell’Emilia-Romagna e una ventina di altri. Dall’altra, con il secondo 50%, due bracci finanziari del governo cinese nel mondo: la China Development Bank e la Export-Import Bank di Pechino. È la prima volta che uno spicchio delle riserve sovrane della nuova potenza emergente finiscono nelle mani di un uomo bianco. A quel progetto, Forchielli aveva pensato sempre di più durante anni di una carriera molto poco italiana: master in gestione aziendale (con lode) a Harvard e poi Singapore, Kuala Lumpur, Hong Kong, Shanghai, Pechino. Prima a rappresentare Finmeccanica, poi al lavoro per la Banca Mondiale sulla crisi asiatica del ’97, infine come fornitore di parti per imprese europee dalla Cina. L’idea con cui lancia Mandarin è di finanziare e guidare medie imprese europee ad alta specializzazione che vogliono sbarcare in Cina, e favorire investimenti cinesi inEuropa. Funziona. L’acquisizione dell’impresa lombarda di macchinari da calcestruzzo Cifa da parte della cinese Zoomlion diventa persino un caso di studio per la Harvard Business School. Mandarin Capital Partner oggi ha un rendimento cumulato di oltre due volte e mezzo il capitale versato, malgrado la recessione globale dopo il crac di Lehman e il terremoto che si abbatte sull’euro. Nelle classifiche, è nell’1% dei migliori fondi di private equity al mondo fra quelli partiti nel 2007» (Federico Fubini) [A&F 24/3/2014].
• Amico di Romano Prodi.
• Nel settembre 2012, il suo blog in cinese ha raggiunto i 199.012 contatti, collocandosi al decimo posto nella classifica degli autori più letti di Caixin, una delle riviste principali di economia e business in Cina (Cds 4/9/2012).
• Nel dicembre 2013, in seguito al rogo nella fabbrica dei cinesi a Prato, in cui morirono sette persone, polemizzò con i metodi degli imprenditori cinesi: «Le Olimpiadi di Pechino, la crisi diWall Street e quella dell’euro hanno portato l’arroganza cinese a livelli pericolosi. Non osservano le regole in patria e ormai ritengono di essere così potenti da poterle ignorare anche fuori. Applicano l’illegalità alla cinese anche in Italia. Conoscere e applicare la nostra legge a loro non interessa, né conviene» (a Federico Fubini) [Rep 3/12/2013].
• Dalla prima moglie, Susan Fraser, ha avuto i figli Paolo (1984) ed Elena (1986). Ha poi sposato Maria Teresa Villani. Finito anche questo matrimonio, ha sposato Luciana Battaglia.

Giorgio Dell’Arti
Catalogo dei viventi 2016 (in preparazione)
scheda aggiornata al 3 aprile 2014

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